Pier Giorgio Frassati - Non vivacchiare ma vivere -
di Roberto Falciola (coedizione Effatà Editrice - Ave - Libreria Editrice Vaticana, 80 pagine - 9 euro - contiene DVD)
«Cercate di conoscerlo! La sua esistenza di giovane “normale” dimostra che si può essere santi vivendo intensamente l’amicizia, lo studio, lo sport, il servizio ai poveri, in un rapporto costante con Dio». Così il compianto Giovanni Paolo II il 5 aprile 2001 definì il beato Pier Giorgio Frassati all’inizio delle celebrazioni per il centenario della sua nascita. La figura del ragazzo torinese proveniente da una famiglia della ricca borghesia (il padre era proprietario del quotidiano “La Stampa”), ma che preferì spendere la sua breve vita al fianco dei poveri, affascina ancor’oggi migliaia di adolescenti e di giovani. Non a caso, nella grande Gmg svoltasi nel 2008 a Sidney, la salma del beato è stata traslata in terra australiana per essere venerata dai giovani di tutto il mondo. Pier Giorgio Frassati, dalla villa di famiglia a Pollone (Biella), da buon amante della montagna, raggiungeva a piedi il santuario di Oropa e completamente digiuno partecipava alla messa e si raccoglieva in preghiera dinanzi all’effige della Vergine Bruna. Visitando i “suoi” poveri contrasse una poliomelite fulminante che a soli 24 anni lo strappò nel pieno dei suoi anni. Beatificato il 20 maggio 1990 da Karol Wojtyla, Frassati è il patrono delle Confraternite delle Diocesi d’Italia e dell’Azione Cattolica Italiana.
Giorgio Morera