Meno male che Cristo c’è

Piero Gheddo con Gerolamo Fazzini (Lindau, 336 pagine - 19 euro)

Meno male che Cristo c’è

Copertina libro Meno male che Cristo c'è

«Gesù è il centro della fede, è anche il fondamento della speranza». All’inizio di questo nuovo tempo di Avvento, risuonano più che mai attuali le parole che Benedetto XVI pronunciò soltanto due anni fa (il 29 novembre 2009) in piazza San Pietro durante l’Angelus. In un periodo di forte e dilagante recessione mondiale, a tenere viva questa speranza ha voluto contribuire anche il vercellese padre Piero Gheddo con un nuovo volume edito da Lindau. A spiegare le finalità di quest’ultima “fatica”, scritta con il giornalista Gerolamo Fazzini (direttore della rivista “Mondo e Missione”), è lo stesso missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere: «E’ un libro che nella crisi attuale di senso e nella decadenza del nostro popolo e dell’Europa cristiana si prefigge di dimostrare all’italiano di oggi che per superare questo periodo è prioritario ritornare a Cristo e alla vita cristiana. Non c’è infatti un autentico umanesimo al di fuori di Cristo». Attingendo alla sua esperienza missionaria e alla competenza in campo giornalistico maturata in circa 60 anni di articoli, interviste e reportage, padre Gheddo presenta il Vangelo come il motore di sviluppo e liberazione sociale in molte parti del mondo, in particolare nell’Africa. In prossimità delle feste natalizie, dunque, si può anche considerare il libro come una “strenna” per invitare a riflettere sui grandi cambiamenti socio-politici, culturali, religiosi che la società contemporanea sta vivendo. Mentre i paesi dell’Oriente cavalcano i mercati finanziari, mentre i paesi del terzo mondo faticano ad emergere dalla carestia e dalla povertà e mentre l’Europa sembra sempre più dimenticare Dio e le proprie radici cristiane, ricordiamo l’intramontabile e perenne esortazione di Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6).

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