La tenda blu

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di Niccolò d’Aquino (Paoline, 160 pagine - 13 euro)

La tenda blu

Copertina libro: La tenda blu

Dal nulla di una piana desertica ad una missione cattolica in grado di promuovere lo sviluppo sociale ed economico nel bel mezzo del Corno d’Africa. Era il 1994 quando la piemontese suor Laura Girotto, salesiana, arrivò in Etiopia per instaurare nel nord del Paese la prima casa femminile della sua Congregazione. Per via della povertà e delle consuetudini locali, suor Laura si trovò sin dal primo giorno in terra africana con poco e nulla. La notte del suo approdo nel continente nero, infatti, la trascorse in una vecchia tenda militare di colore blu (che ha ispirato il titolo del libro), a ridosso delle strutture in pietra e cemento che si stavano costruendo per la missione maschile salesiana. Il primo contatto diretto con la popolazione locale fu con un gruppo di bambini; nonostante la diversità delle lingue parlate, la religiosa seppe subito far breccia nel cuore dei piccoli, insegnando loro piccole cose, come giocare al salto della corda oppure come imparare a cucire. Fu così che ad Adua sorse il primo oratorio salesiano. Il passo successivo fu con le donne del posto che, vinte le prime diffidenze e timori, aiutarono la salesiana ad inserirsi nella realtà etiope, percependo di riflesso i bisogni e le necessità. Prima di entrare in convento, suor Laura a Torino era attivamente impegnata nel campo della sartoria; la sua esperienza le servì per abbinare unitamente agli insegnamenti didattici alcune lezioni di cucito, per preparare le ragazze del luogo ad inserirsi in una fabbrica tessile. Intanto la missione si concretizzò, con l’apertura delle prime scuole, seguite dalla chiesa, dai laboratori professionali e da tutto quanto era funzionale alla popolazione. Rievocando le paure della guerra con la vicina Eritrea, nel volume si arriva fino ai giorni nostri: la missione attualmente serve oltre diecimila persone e viene seguita da dieci suore salesiane di cinque nazionalità diverse. Una storia di speranza e di fratellanza, specialmente in questa regione che, nonostante la drammatica carestia, sembra dimenticata dalla comunità internazionale.


Giorgio Morera

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