Suor Enrichetta Alfieri di Sergio Stevan
Era il 23 novembre del 1951 quando, al canto del “Magnificat” intonato dalle consorelle, a Milano tornava alla casa del Padre la Venerabile suor Enrichetta Alfieri, la religiosa della Congregazione delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret originaria di Borgo Vercelli e deceduta in concetto di santità. A 59 anni dalla scomparsa, la limpida figura di suor Enrichetta non è un ricordo sbiadito o una fotografia ingiallita, ma è ancora un esempio da seguire per la dedizione totale di sé in favore del prossimo e per l’offerta a Dio delle sue sofferenze. La religiosa, meglio conosciuta come “Mamma di San Vittore” o “L’angelo di San Vittore” (per l’aiuto continuo e per il supporto morale e religioso offerto a detenute, prigionieri politici, soldati, delinquenti), verrà ricordata sabato 27 novembre anche dall’ Arcivescovo di Vercelli, padre Enrico Masseroni, che presiederà una celebrazione eucaristica presso la cappella della Piccola Casa San Giuseppe di Milano (via del Caravaggio, 10), ove riposano le spoglie dopo la traslazione della salma, avvenuta il 16 dicembre 1995, dal cimitero di Borgo Vercelli all’istituto meneghino. A tutti i devoti di suor Enrichetta e ai nostri lettori, segnaliamo con molto piacere una nuovissima pubblicazione sulla “Mamma di San Vittore”, curata da Sergio Stevan per l’editrice “Velar” (costo 3,50 euro) e distribuita in libreria da “Elledici”. Un agile ed esaustivo volumetto che permette di conoscere, con un linguaggio molto chiaro, la vita di carità spesa al fianco degli emarginati, ma al tempo stesso è anche un libro che consente di “rispolverare” celermente le date essenziali di suor Enrichetta, le cui virtù eroiche sono state ufficialmente riconosciute e promulgate il 19 dicembre 2009 dalla Congregazione delle Cause dei Santi su autorizzazione di Benedetto XVI. Con spirito di fede e in atteggiamento di preghiera, si attende ora il “buon esito” del processo diocesano sul presunto miracolo che eleverebbe la religiosa di Borgo Vercelli agli onori degli altari con il titolo di “Beata”.
Giorgio Morera