Beato Giacomo Alberione. Editore e apostolo del nuovo millennio
di Giuseppe Lacerenza (Editrice Shalom, 384 pagine - 7 euro)
Un precursore della comunicazione, in grado di guardare al futuro per educare e istruire le nuove generazioni. Questo potrebbe essere il sintetico ritratto di don Giacomo Alberione, celebre fondatore della cosiddetta “Famiglia Paolina” e beatificato nel 2003 da Giovanni Paolo II. A quarant’anni dalla scomparsa, l’editrice “Shalom” ha dato alle stampe un nuovo volume che, attraverso anche la riproposizione di alcuni suoi scritti, ripercorre la vita terrena dell’innovatore sacerdote. L’intuizione mediatica di don Alberione scaturì in giovane età, a soli sedici anni, durante la notte del 31 dicembre 1900 quando in adorazione nel duomo di Alba, inginocchiato ininterrottamente per quattro ore innanzi al Santissimo Sacramento, avvertì una “luce” che lo spinse negli anni successivi a servire la Chiesa con i più nuovi e migliori strumenti che la tecnica dell’epoca offriva. A lui si deve la formazione della sopracitata “Famiglia Paolina”, un insieme di istituzioni che oggi comprende cinque congregazioni religiose, quattro istituti di vita secolare consacrata (aggregati alla Società San Paolo) ed un’associazione laicale. Alla recente presentazione del volume edito da “Shalom”, il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha definito il beato Alberione come «un gigante dell’evangelizzazione attraverso i media (...) ha portato, come San Paolo, il Vangelo tra le genti, inoltrandosi senza paura in territorio “pagano”, nel pericoloso terreno minato dei mezzi di comunicazione sociale».
Giorgio Morera