Amico di Dio, amico di tutti
di Francesca Consolini (Centro Ambrosiano, 128 pagine - 8 euro)
Lo scorso 26 giugno in piazza Duomo a Milano il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, monsignor Angelo Amato, ha solennemente beatificato tre figure di religiosi meneghini: suor Enrichetta Alfieri (originaria di Borgo Vercelli), il missionario del Pime padre Clemente Vismara e il sacerdote diocesano don Serafino Morazzone. Dopo aver presentato negli scorsi numeri
del nostro settimanale le biografie dei due nuovi beati, ora si chiude il “ciclo” con don Morazzone. Nato a Milano nel 1747 da una famiglia molto povera, per pagarsi gli studi entra tra i chierici che prestano servizio in Duomo durante le messe; molti, forse, non sanno che don Serafino è quel “buon curato di Chiuso” che Alessandro Manzoni citò nella prima stesura del romanzo “Fermo e Lucia”, re-intitolato dopo una revisione linguistica nel più celebre “I promessi sposi”. «Amico di Dio e amico di tutti, ha vissuto il sacerdozio con semplicità, con fede profonda, con generosità grande, impegnato ogni giorno a cercare quella santità di vita, che sola può rendere credibile ed efficace il ministero sacerdotale - ha dichiarato il card. Dionigi Tettamanzi - Il beato Serafino è veramente un esempio luminoso per i preti, anche oggi! (...) Ha un messaggio sempre attuale per tutti: l’amore appassionato per Gesù Cristo, presente e vivo nell’Eucaristia, divenne la forza per la sua quotidiana dedizione alla gente, specialmente ai piccoli e ai poveri».
Giorgio Morera