Nella terra di Dio
di Vincent Nagle e Lorenzo Fazzini (Edizioni Lindau, 174 pagine - 14,50 euro)
Questo nuovo libro racconta un vero e proprio viaggio per le strade di Gerusalemme, tra vie e viuzze, torri merlate e capitelli crociati, suk e negozi, odori dolci e acri, posti militari israeliani e turisti occidentali. Un viaggio attraverso le contraddizioni, i dolori e le speranze di questa città unica, che Giovanni Paolo II ha definito come «il punto in cui più di ogni altro luogo del mondo si intreccia il dialogo tra Dio e gli uomini, quasi un incontro tra la terra e il cielo». Sono i luoghi visti e gli incontri fatti a raccontare una vita, la strana storia di Vincent Nagle, legato da sempre con un filo invisibile a questa terra: ebreo per parte materna, ha vissuto una singolare virata buddhista in età giovanile, ha passato l’infanzia e la giovinezza nell’America liberale e progressista degli anni ‘60 e ‘70, ha avuto un provvidenziale faccia a faccia con l’Islam, sempre nella faticosa ricerca della fede, fino alla piena adesione al cristianesimo e la scelta di diventare prete come missionario nella Fraternità san Carlo Borromeo. Grazie alla sapiente mano del coautore Lorenzo Fazzini, che ha saputo cogliere tutte le suggestioni e gli spunti seminati da Vincent passeggiando per le strade di Gerusalemme, dove alcuni pregano con la Bibbia, altri recitano il Corano o leggono la Torah, dove c’è chi si inginocchia, chi porta la fronte a terra, chi indossa la kippah, possiamo leggere una storia di speranza e di dialogo. “Nella terra di Dio” racconta incontri e rapporti di amicizia tra cristiani delle diversi confessioni, ebrei tolleranti, musulmani. Un dialogo possibile affermando l’uguaglianza umana più che le differenze.