I campi della morte in Germania. Nel racconto di una sopravvissuta a Birkenau
di Alberto Cavaliere (Paoline, 96 pagine - 9 euro)
Ricorreva il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, dirette a Berlino, giunsero ad Auschwitz e scoprirono il tristemente noto campo di concentramento polacco in cui morirono migliaia di deportati. E proprio questa data di abbattimento dei cancelli di Auschwitz è stata presa per ricordare tutte le vittime del nazionalsocialismo, del fascimo, dell’olocausto degli ebrei (la “Shoah”) e di tutti coloro che si sono prodigati per salvare e tutelare la vita dei perseguitati. Dal 2000 anche in Italia, attraverso l’istituzione di una legge, il giorno 27 gennaio viene ricordato come la “Giornata della memoria”. Per non dimenticare una delle pagine più drammatiche e crudeli della storia dell’umanità, le edizioni Paoline propongono un volume pubblicato per la prima volta nel 1945 (dall’editore Sonzogno) che racconta la storia di Sofia Schafranov, un medico di origine russa, sopravvissuta a Birkenau (il campo di sterminio di Auschwitz). La sua testimonianza, raccolta dal cognato Alberto Cavaliere, rappresenta la prima testimonianza della follia nazista.