Il melograno : la pianta dai molteplici miti

Caratteristiche, simbologia e miti

Il melograno : la pianta dai molteplici miti

Misfah(Oman): Punica granatum, L. (melograno)

Sarà stata la forma globosa ed il colore dal giallo arancio al rosso del suo frutto, di grande effetto decorativo, saranno stati i semi ricoperti da una succosa e gelatinosa polpa dal caratteristico colore rosso, sta di fatto che il melograno come pianta e il suo frutto, la melagrana, hanno attirato l’attenzione dell’uomo fin dall’antichità facendone una delle piante più ricche di miti, leggende e simboli.

Caratteristiche

Originario della Persia il melograno si è diffuso nel sud est asiatico e in tutta l’area mediterranea, introdotto nell’America centro meridionale dai colonizzatori, oggi viene coltivato un po’ ovunque sia per i suoi frutti che come pianta ornamentale. Balausta o balaustio è il suo frutto, una bacca divisa da setti traversali e con logge sovrapposte e quando giunge a maturazione mette parzialmente allo scoperto i semi i cui tegumenti sono gelificati, succosi e di un caratteristico colore rosso. La corteccia è ricca di alcaloidi in grado di conferirle una resistenza ai parassiti. Il succo di melagrana è ricco di vitamine (B , A, C ed E) e di molti minerali quali calcio, ferro fosforo, potassio tutti elementi che rendono questo frutto interessante per la nostra dieta.    

Melograno, pomegranate, granatapfel qualunque sia la lingua italiano, inglese, tedesco la derivazione è sempre dal latino malum granatum (melo con grani), mentre il nome scientifico Punica granatum, L. è legato alla denominazione pliniana :  malum punicum (melo fenicio), perché Plinio il Vecchio riteneva questa pianta originaria del Nord Africa, in quanto a Roma i melograni arrivavano da quei territori. Punicaceae è la famiglia di appartenenza ed è peculiare in quanto unigenerica e con solo due specie Punica granatum e Punica protopunica.

Miti

Sacro a molte dee, in particolare ad Afrodite (Venere) che secondo la leggenda lo avrebbe piantato per la prima vola a Cipro, l’isola a lei dedicata. 

Tra i miti più antichi si può annoverare quello di Side, moglie di Orione, talmente vanitosa   da considerarsi più bella della dea Era al punto da osare a sfidarla in una gara di bellezza e per questo, come punizione, fu scaraventata nell’Ade dove si trasformò in melograno.

Un altro mito greco lo vuole nato dal sangue versato da Dionisio mentre veniva ucciso dai Titani e  poi riportato in vita dalla nonna Rea, madre di Giove.

Il personaggio più noto legato a questa pianta è senz’altro Persefone o Proserpina che per aver mangiato negli inferi alcuni grani di melagrana che il dio Ade, suo rapitore e sposo, le aveva dato non poté risalire per sempre sulla terra, ma solo per otto mesi, ogni anno, e lenire così il dolore di sua madre Demetra.

Simbologia

Molti anche i significati simbolici attribuiti a questa pianta, soprattutto al suo frutto. Per la sua forma tondeggiante e per i molti semi contenuti nel suo interno la melagrana ha rappresentato e rappresenta presso molti popoli il simbolo della fecondità. Così in Turchia le neospose scagliano per terra un frutto ed il numero dei semi che fuoriescono indica quanti figli partoriranno, mentre in Cina la tradizione vuole che gli sposi consumino il frutto di melograno la prima notte di nozze come buon auspicio della loro vita coniugale. Gli antichi romani ornavano il capo delle loro spose con rami di melograno come augurio di fertilità. Ma semi e frutti sono stati trovati in molte tombe egizie tra cui quella di Ramses IV per accompagnare “il viaggio” e sopra le epigrafi, in tante tombe romane, è raffigurato, in bassorilievo, il melograno come simbolo di morte.

Menzionata nella bibbia come uno dei sette prodotti della terra promessa, nel Cantico dei Cantici si recita" I tuoi germogli sono un giardino di melagrane, con i frutti più squisiti" la melagrana è simbolo di fratellanza e prosperità presso gli ebrei e viene donata come augurio durante il loro capodanno.

Nell’iconografia cristiana se è raffigurata in mano a Gesù Bambino simboleggia la resurrezione, in mano alla Madonna allude alla sua castità e fra le molte rappresentazioni si può ricordare la Madonna del Magnificat e la Madonna della melagrana di Botticelli, entrambe conservate a Firenze alla galleria degli Uffizi. Nel medioevo data la sua struttura di una buccia rigida contenente tanti grani al suo interno è stata interpretata come una allegoria della Chiesa capace di unire in una sola fede molti popoli e culture tra loro diverse.

 

 

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